Nella categoria Attualità politica saranno inseriti articoli e saggi aventi una relazione con le notizie recenti.

 

Antonella Marras il 25 APRILE 2022 a Genova

25 APRILE Antonella Marras in piazza a festeggiare la liberazione dell’ITALIA dal nazi-fascismo, intervistata dalla TV fivedabliuTV afferma: “No all’invio di armi e no alle basi Nato nel nostro Paese”.

È categorica Antonella Marras, candidata sindaca al Comune di Genova per la lista “La sinistra insieme”,

che oggi, 25 aprile, si è presentata in piazza Matteotti assieme ai compagni e alle compagne con un cartello bianco e rosso appeso al collo per ribadire al sindaco uscente Bucci che “fascismo e comunismo NON sono la stessa cosa”.

25 APRILE Antonella Marras video intervista

Per le elezioni amministrative di Genova del 2022, Antonella Marras afferma: “a chi mi parla di voto utile dico sì, è utile a farvi mantenere le seggiole”.

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Festa della Liberazione 2022

Festa della Liberazione dal nazifascismo (25 aprile 1945)

25 APRILE 2022

Articolo 11 della Costituzione italiana:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;

consente, in condizioni di parità con gli altri Stati,

alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;

promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Festa della Liberazione manifesto ANPI 25 aprile 2022
Manifesto ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)

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Iscriviti al canale YouTube Sergio Dalmasso

Una vetrina di video trattanti tematiche storico culturali con presentazioni di libri e riflessioni dello storico Dalmasso

Evento promosso dal PRC Circolo Curiel: Paolo Ferrero in “Cuba vista con i miei occhi”, giovedì 21 aprile 2022 ore 21.00.

Via Branega, 10, 16157 Genova GE, Italia

Pubblico · Chiunque su Facebook o fuori Facebook

Ci duole informarvi che per sopraggiunti impegni improrogabili di Paolo Ferrero questo evento è rimandato a data da definirsi. Ci scusiamo per l’inconveniente.

Paolo Ferrero: Cuba vista con i miei occhi, locandina evento genovese
Nonostante settant’anni di isolamento economico e commerciale e due anni di pandemia, che hanno paralizzato il turismo, Cuba non solo non è collassata ma ha saputo reagire aumentando la partecipazione popolare, allargando la democrazia, sviluppando la ricerca pubblica.

Pur in questa situazione drammatica e con mezzi limitatissimi, Cuba è riuscita a produrre vaccini che sono risultati più efficaci contro il COVID di quelli brevettati privatamente dai colossi del farmaco, ma che paradossalmente non sono esportabili a causa del bloqueo.

Di ritorno da Cuba Paolo Ferrero ci porterà una testimonianza diretta della situazione cubana nella sua specificità.

Vi aspettiamo.

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PS.

Si ricorda che è presente in questo sito il quaderno 58 dedicato alla figura del rivoluzionario Che Guevara:

Download “Quaderno CIPEC 58 (Ernesto Che Guevara)” Quaderno-cipec-58.pdf – Scaricato 30194 volte – 3,61 MB

Di seguito la canzone di Francesco Guccini sul CHE:

Sergio Dalmasso nuovo segretario regionale del PRC Liguria

Dalmasso classe 1948, cuneese di nascita e genovese di adozione, è un insegnante di lettere in pensione che milita nel Partito della Rifondazione Comunista dalla sua fondazione

Dalmasso Segretario Regionale LIGURIA

Questa mattina si è riunito il nuovo comitato politico regionale ligure del Partito della Rifondazione Comunista, organismo eletto durante lo scorso congresso regionale del 27 Febbraio, con all’ordine del giorno l’elezione del nuovo segretario.

Il parlamentino del PRC ligure ha eletto Sergio Dalmasso nuovo segretario regionale.

Sergio, classe 1948, cuneese di nascita e genovese di adozione, è un insegnante in pensione che milita nel Partito della Rifondazione Comunista dalla sua fondazione, ha ricoperto incarichi politici come segretario provinciale della federazione di Cuneo all’inizio degli anni ’90 e degli anni 2000; ed istituzionali in qualità di consigliere comunale a Boves, Cuneo e come consigliere provinciale; mentre dal 2005 al 2010 è stato consigliere regionale per la Regione Piemonte.

In questi ultimi anni, all’attività politica ha accompagnato quella divulgativa in quanto autore di diversi saggi e riviste sul movimento operaio, quali i quaderni del Centro di Iniziativa Politica e Culturale, i libri su Lelio Basso, Rosa Luxemburg e Lucio Libertini, o quelli sulla storia del Partito della Rifondazione Comunista dalla sua fondazione sino agli anni più recenti.

Tutto il partito ligure fa gli auguri a Sergio di buon lavoro!

Fonte: Comitato Ligure del Partito della Rifondazione Comunista

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Download “Quaderno CIPEC Numero 31 (Libro sul primo decennio di Rifondazione di S. Dalmasso)” Quaderno-CIPEC-Numero-31.pdf – Scaricato 34682 volte – 1,03 MB Download “Capitolo 1 storia di Rifondazione Comunista” Storia-di-Rifondazone-Comunista-Capitolo-1.pdf – Scaricato 43419 volte – 402,02 KB Download “Capitolo primo RIVISTA LA SINISTRA” Opuscolo-La-Rivista-La-SINISTRA-capitolo-primo.pdf – Scaricato 42550 volte – 177,37 KB Download “Primo capitolo del libro Lelio Basso” Capitolo1-Lelio-Basso-La-ragione-militante.pdf – Scaricato 46881 volte – 308,09 KB

Stop the War!

An Appeal for a Europe of Peace

“02/03/2022
transform! europe condanna l’attacco che la Russia, sotto il governo di Vladimir Putin, ha lanciato contro l’Ucraina. Rifiutiamo l’uso della forza militare contro uno stato sovrano, così come abbiamo precedentemente rifiutato il dispiegamento delle forze NATO nei paesi confinanti con la Russia e nei paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa. Chiediamo quindi un cessate il fuoco immediato, la fine dei bombardamenti, il ritiro delle truppe russe dal suolo ucraino e il ritorno al tavolo dei negoziati.

Allo stesso tempo, invitiamo l’UE a impegnarsi al massimo per riprendere i negoziati di pace. In questi tempi difficili, siamo al fianco del popolo ucraino che vive l’attacco russo in piena forza e le cui vite sono in pericolo. Siamo solidali con i popoli dell’Ucraina che sono costretti a lasciare le loro case e intessiamo reti di solidarietà per il loro sostegno, incluso fornendo loro riparo e sicurezza!

Siamo con i popoli in Russia che si oppongono alla guerra di Putin, nonostante l’oppressione, così come i milioni di altri europei che chiedono la pace. La soluzione a questa ingiustificata escalation di violenza militare non è più violenza, la soluzione è politica, basata sui principi di concetti comuni di sicurezza collettiva che danno priorità al benessere di tutti i popoli e al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Uniamo le forze con i movimenti pacifisti e sociali in tutto il continente per fermare questa guerra irrazionale, invitiamo i cittadini europei a scendere in piazza in nome della pace e siamo con il popolo ucraino. Le armi e le guerre dovrebbero appartenere al passato, il futuro dell’Europa e dell’umanità deve essere la pace!

L’opinione pubblica europea, come dimostra Eurobarometro in ogni sondaggio, è di gran lunga favorevole a un’Europa della pace, dei diritti umani, della democrazia e contro le armi nucleari. Più dell’85% degli europei è a favore di questi, il che rivela la contraddizione tra i desideri delle persone per il futuro dell’Europa e le decisioni dei responsabili politici. L’attuale crisi è espressione delle profonde e irrisolte contraddizioni della situazione della sicurezza europea. Dalla fine della Guerra Fredda, l’Europa è composta solo da Stati capitalisti. Ci sono contraddizioni imperialiste tra gli stati, amplificate dalla loro ineguale potenza economica e militare.

Rifiutiamo qualsiasi politica che ci restituisca una politica di blocchi e una nuova Guerra Fredda. Ci opponiamo all’espansione della NATO sul suolo europeo e alla sua retorica militare. L’Europa ha bisogno e vuole un percorso pacifico per risolvere i conflitti.

NO ALLA GUERRA MONDIALE, SI ALLA DIPLOMAZIA

La lotta per la pace è una lunga tradizione in Europa. La sinistra radicale è stata una sinistra pacifista, antimilitarista e antimperialista sin dai suoi inizi. Si oppone a tutta la propaganda sciovinista, razzista, neocolonialista e giustificatrice della guerra di governi, dei capitali e dei media. Contrastare la creazione di immagini nemiche non significa approvare la politica di un governo. Chiediamo a tutte le forze progressiste e ai cittadini di alzare la voce per una riduzione dell’escalation. Chiediamo la fine immediata della retorica conflittuale, dell’azione militare e delle minacce: continuando con queste tattiche, la guerra e il conflitto militare minacciano il nostro intero continente ed estendono la sofferenza dei popoli dell’Ucraina! La priorità dovrebbe essere sempre quella di fermare la guerra!

I popoli d’Europa sanno fin troppo bene cosa significhi la guerra e le sue terribili conseguenze. L’UE sta attualmente soffrendo a causa della devastante pandemia di COVID-19 e della sua gestione catastrofica. Piangiamo più di 2 milioni di morti negli ultimi due anni. La pandemia colpisce la vita di milioni di persone e sta rimodellando le economie. In questa congiunzione, riteniamo inaccettabile l’aumento delle spese militari, alimentato e giustificato dall’aumento delle tensioni militari e dalla retorica guerrafondaia.

È un oltraggio che durante l’attuale pandemia letale, le spese militari aumentino dall’1,63% al 2,2% del PIL globale. Il conflitto militare non è l’unica sfida alla sicurezza dei cittadini europei. Le terribili conseguenze del cambiamento climatico si fanno già sentire nel nostro continente ed entrambe queste crisi stanno amplificando le disuguaglianze strutturali nell’UE, in Europa e nel mondo. Sebbene non sia incluso nella maggior parte degli accordi ambientali internazionali, come l’Accordo sul clima di Parigi, il complesso militare-industriale è uno dei maggiori inquinatori del nostro pianeta e la guerra è l’attacco più devastante all’integrità della natura. Risorse preziose che potrebbero aiutare a sradicare le disuguaglianze nei sistemi sanitari e sociali dei paesi dell’UE, nonché il rinnovamento e la resilienza delle infrastrutture, sono spese nella prospettiva di una guerra prolungata che sarebbe dannosa per i popoli dell’UE e dell’Europa. Questo deve finire!

LA FINE DI UNA NUOVA GUERRA FREDDA PER PREVENIRE QUALSIASI GUERRA

L’opportunità che esisteva dopo la fine della Guerra Fredda per creare un sistema di pace e sicurezza paneuropeo non è stata colta. Da un lato, la NATO continua ad esistere, legando agli Stati Uniti le politiche di sicurezza e militari di 22 dei 27 membri dell’UE; e d’altra parte, strutture paneuropee e inclusive come il Consiglio d’Europa e l’OSCE sono state emarginate ed espulse dalla percezione pubblica dalla NATO, dal G-7 e dalla stessa UE. La politica di sicurezza europea è in una crisi multipla. L’Ucraina è solo uno dei numerosi punti caldi in cui il potenziale di conflitto si sta condensando e la gestione diplomatica delle singole crisi nella fase acuta non è sufficiente per disinnescarle.

L’Europa ha bisogno di un’architettura di sicurezza che tenga equamente conto degli interessi di tutti gli Stati europei. L’imminente 50° anniversario della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) rappresenta un’opportunità di rinnovamento e un’opportunità per adottare un Atto finale aggiornato che definisca le pietre miliari della sicurezza europea. Nel senso di diplomazia aperta, i movimenti per la pace, le ONG e la società civile di tutta Europa (e non solo dell’UE) dovrebbero essere coinvolti nella preparazione e nell’attuazione della conferenza non solo come programma di accompagnamento, ma piuttosto come partner alla pari.

Affrontare in pace le sfide del futuro sarà possibile solo se l’Europa abbandoni la logica della Guerra Fredda del passato e affronti collettivamente il futuro. L’UE deve iniziare a elaborare una nuova strategia di sicurezza indipendente che includa i suoi vicini! I costi insopportabili della guerra sono sempre pagati dalle classi lavoratrici. L’industria delle armi non deve più godere dell’impunità, guadagnando milioni di dollari mentre distrugge il pianeta e priva i giovani del loro diritto a un futuro pacifico. I giovani di Ucraina e Russia sono ora strappati alle famiglie e inviati a combattere in una guerra che serve gli interessi oligarchici e minaccia le loro vite e il loro futuro. Stiamo con le loro famiglie e i loro cari, di tutti coloro che sono stati arruolati nell’esercito a causa di questa guerra irrazionale e ci opponiamo alla mentalità patriarcale che chiama alla violenza.

PER UNA STRATEGIA DI PACE E SICUREZZA INDIPENDENTE DELL’UE

È impossibile parlare di autonomia strategica dell’UE quando la maggioranza degli Stati membri dell’UE sono membri della NATO. Lo sviluppo di un’identità politica di sicurezza dell’UE deve andare di pari passo con lo scioglimento della NATO e il ritiro delle truppe americane e soprattutto delle armi nucleari. Per una strategia di pace e sicurezza dell’UE indipendente e quindi un’Europa pacifica, l’UE deve liberarsi dal paternalismo della politica di sicurezza degli USA. L’UE è un attore globale. Deve concentrarsi sul raggiungimento degli obiettivi climatici, condurre una transizione socialmente giusta dall’energia fossile a quella sostenibile, riallineare la sua politica commerciale verso il Sud del mondo, rispettare e attuare la Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati nella sua politica sui rifugiati. Lo status dei membri neutrali e non allineati dell’UE, come esplicitamente riconosciuto nel Trattato di Lisbona, dovrebbe essere rivisto, quindi amplia le possibilità diplomatiche dell’UE per svolgere un ruolo costruttivo nelle tensioni che ora stanno aumentando.

Ci appelliamo a tornare al diritto internazionale sotto l’ONU come base per risolvere questo conflitto. La NATO è l’unico sistema di sicurezza multinazionale che agisce sulla scena internazionale in violazione del mandato esplicito della Carta delle Nazioni Unite. Questo lo rende una minaccia alla pace, come dimostrano le sue “operazioni”, in Europa, Asia e Africa, che hanno generato destabilizzazione, distruzione e battute d’arresto del pieno esercizio dei diritti sociali e umani delle persone nelle aree intervenute.

EUROPA UNA ZONA SENZA ARMI NUCLEARI

Chiediamo che tutti gli stati europei aderiscano al Trattato per la proibizione delle armi nucleari, come i popoli europei chiedono a maggioranza assoluta secondo qualsiasi sondaggio che sia stato condotto sulla questione. Inoltre, sosteniamo una zona libera da armi nucleari e militarmente sparsa in tutta l’Europa, dal Mediterraneo al Baltico e al Mare del Nord, come primo passo verso un’Europa senza armi nucleari. Chiediamo che gli Stati Uniti rientrino nel Trattato sulle armi nucleari a raggio intermedio e che sia la Russia che gli Stati Uniti si astengano dal rientrare in gare antagoniste di armamento nucleare. Un mondo senza armi nucleari è un mondo più sicuro per tutti!
In breve, chiediamo:

• L’arresto immediato dell’attacco militare russo all’Ucraina. Rispettando la sovranità dei popoli, respingiamo l’azione militare e le minacce contro uno Stato sovrano, così come qualsiasi cambiamento di confine attraverso l’aggressione militare.

• Stop immediato alla retorica e alla tattica guerrafondaia e ritorno sui tavoli diplomatici.
• La mediazione dell’OSCE e delle Nazioni Unite per fermare qualsiasi azione militare e dispiegare tutti gli strumenti diplomatici nell’ambito del quadro giuridico delle Nazioni Unite e la stesura e l’attuazione di un nuovo accordo di pace.

• L’UE a prendere l’iniziativa e proporre un’ampia conferenza paneuropea, compresa la Russia, sulla pace e la sicurezza collettiva, al fine di raggiungere una risoluzione globale della crisi in tutte le sue dimensioni. Ciò che è stato possibile durante la Guerra Fredda alla Conferenza di Helsinki è ancora più necessario oggi.

• Chiediamo che la UE riprenda i negoziati sul disarmo globale e multilaterale, comprese le armi nucleari a medio raggio.

 Facciamo appello al popolo europeo affinché sostenga saldi valori di pace e diritti umani, sapendo che difendere la pace è l’unico modo per un mondo che condivide il fatto che la guerra non risolve mai i conflitti ma ne crea di nuovi.

transform! europe condemns the attack that Russia, under the governance of Vladimir Putin, has launched upon Ukraine. We reject the use of military force against a sovereign state, just as we have previously rejected NATO forces deployment in countries bordering Russia, and in countries of Asia and Africa and Europe. We therefore call for an immediate ceasefire, stop of the bombings, the withdrawal of Russian troops from Ukraine soil and the return to the negotiating table.

At the same time, we call upon the EU to put maximum effort into reengaging in peace negotiations. In these difficult times, we stand with the people of Ukraine who experience the Russian attack in full force and whose lives are in danger. We stand in solidarity with the peoples of Ukraine that are forced to leave their homes, and weave networks of solidarity for their support, including providing them with shelter and safety! We stand with the peoples in Russia who oppose Putin’s war, despite oppression, as well as the millions of other Europeans that demand peace.

The solution to this unjustifiable escalation of military violence is not more violence, the solution is political, based on the principles of common, collective security concepts which prioritise the well-being of all peoples and the respect of human rights and international law. We join forces with the peace and social movements across the continent to stop this irrational war, we call upon European citizens to take the streets in the name of peace and we stand with the people of Ukraine that are forced to leave their homes. Weapons and wars should belong to the past, the future of Europe and humanity must be peace!

European public opinion, as Eurobarometer demonstrates in each survey, is by far in favor of a Europe of peace, human rights, democracy and against nuclear weapons. More than 85% of Europeans are in favour of these, which reveals the contradiction between people’s desires for Europe’s future and policy makers’ decisions. The current crisis is an expression of the deep, unresolved contradictions of the European security situation. Since the end of the Cold War, Europe consists only of capitalist states. There are imperialist contradictions between the states, amplified by their unequal economic and military power.
We reject any policy that returns us to a policy of blocks and a new Cold War. We oppose NATO expansion in European soil and their military rhetoric. Europe needs and wants a peaceful path to resolve conflicts.

NO TO WARMONGERING, YES TO DIPLOMACY

Fighting for peace has been a long tradition in Europe. The radical left has been a pacifist, anti-militarist and anti-imperialist left since its beginnings. It opposes all chauvinist, racist, neo-colonialist, and war-justifying propaganda of governments, capital, and media. To oppose the creation of enemy images does not mean to approve the policy of a government. We call upon all progressive forces and citizens to raise their voices for de-escalation. We call for animmediate end of confrontational rhetoric and military action and threats: By continuing with these tactics, war and military conflict threaten our whole continent and extend the suffering of the peoples of Ukraine! The priority should always be to stop the war!

The peoples of Europe know too well what war and its terrible consequences mean. The EU is currently suffering due to the devastating COVID-19 pandemic and its catastrophic management. We mourn more than 2 million dead over the last two years. The pandemic affects the lives of millions and is reshaping the economies. In this conjunction, we consider the increase of military expenses, fueled, and justified by the increase of military tensions and the warmongering rhetoric, unacceptable. It is an outrage that during the current lethal pandemic, military expenses increase from 1.63% to 2.2% of the global GDP. Military conflict is not the only challenge to the security of Europe’s people. The dire consequences of climate change can already be felt in our continent and both these crises are amplifying structural inequalities in the EU, Europe, and the world. Although not included in most of the international environmental agreements, such as the Paris Climate Agreement, the military-industrial complex is one of the biggest polluters of our planet and war the most devastating strike on nature’s integrity.

Valuable resources that could help irradicate inequalities in the health and social systems of EU countries, as well as the renewal and resilience of infrastructure, are spent on the prospect of a prolonged war that would be detrimental to the peoples of the EU and Europe. This has to stop!

ENDING A NEW COLD WAR TO PREVENT ANY WAR

The opportunity that existed after the end of the Cold War to create a pan-European peace and security system was not seized. On one hand, NATO continues to exist, tying the security and military policies of 22 of the 27 EU members to the United States; and on the other hand, pan-European and inclusive structures such as the Council of Europe and the OSCE have been marginalised and pushed out of public perception by NATO, the G-7 and the EU itself. European security policy is in a multiple crisis.

Ukraine is only one of several hotspots where conflict potential is condensing and diplomatic management of individual crises in the acute stage is not sufficient to defuse them. Europe needs a security architecture that fairly considers the interests of all European states. The upcoming 50th anniversary of the Conference on Security and Co-operation in Europe (OSCE) is an opportunity for renewal and a chance to adopt an updated Final Act setting out the cornerstones of European security. In the sense of open diplomacy, peace movements, NGOs, and the civic society from all over Europe (and not only the EU) should be involved in the preparation and implementation of the conference not only as an accompanying programme, but rather as equal partners.

Mastering the challenges of the future in peace will only be possible if Europe leaves the Cold War logic in the past and collectively faces the future. The EU needs to start elaborating a new independent security strategy inclusive to its neighbours! The unbearable costs of war are always paid by the working classes. The arms industry must no longer enjoy impunity, making millions in revenue while destroying the planet and depriving the youth of their right to a peaceful future. The youth of Ukraine and Russia are now ripped from the families and send to fight in a war that serves oligarchic interests and threatens their lives and future. We stand with their families and loved ones, of all those drafted to the military because of this irrational war and oppose the patriarchal set of mind that calls to violence.

FOR AN INDEPENDENT EU PEACE AND SECURITY STRATEGY

It is impossible to talk about the strategic autonomy of the EU when the majority of the EU Member States are members of NATO. The development of an EU security policy identity must go hand in hand with the dissolution of NATO and the withdrawal of American troops and especially nuclear weapons. For an independent EU Peace and Security Strategy and hence a peaceful Europe, the EU must free itself from the security policy paternalism of the USA.

The EU is a global player. It must focus on achieving climate goals, leading a socially just transition from fossil to sustainable energy, realigning its trade policy towards the Global South, respecting, and implementing the UN Refugee Convention in its refugee policy. The status of neutral and nonaligned members of the EU, as explicitly recognized in the Lisbon Treaty, should be revisited, hence it expands the EU’s diplomatic possibilities to play a constructive role in the tensions that are now increasing.

We appeal to come back to international law under the UN as the basis to resolve this conflict. NATO is the only multinational security system that acts on the international stage in violation of the explicit mandate of the Charter of the United Nations. This makes it a threat to peace, as demonstrated by its “operations”, in Europe, Asia, and Africa, which have generated destabilization, destruction and setbacks in the full exercise of the social and human rights of people in the intervened areas.

EUROPE A NUCLEAR WEAPON FREE ZONE

We demand that all European states join the Treaty for the Prohibition of Nuclear Weapons, as European peoples demand by full majority according to any survey that has been conducted on the issue. In addition, we advocate for a nuclear-weapon-free and militarily diluted zone in the whole of Europe, from the Mediterranean to the Baltic and the Northern Sea as the first step towards a nuclear weapons-free Europe. We demand that the USA re-enters the Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty and that both Russia and the USA refrain from re-entering antagonist nuclear weaponization races. A world without nuclear weapons is a safer world for all!

In short, we call for:
• An immediate stop of Russian military attack on Ukraine. Respecting the sovereignty of peoples, we reject military action and threats against a sovereign state, as well as any border change by way of military aggression.

• An immediate stop of warmongering rhetoric and tactics and return to the diplomatic tables.
• The mediation of the OSCE and the UN to stop any military action and deploy all diplomatic tools under UN legal framework and the drafting and implementation of a new peace agreement.

• The EU to take the initiative and propose a broad pan-European conference, including Russia, on peace and collective security, in order to achieve a comprehensive resolution of the crisis in all its dimensions. What was possible during the Cold War at the Helsinki Conference is even more necessary today.

• The EU to resume negotiations on multilateral and comprehensive disarmament, including nuclear and intermediate-range weapons.
We appeal to the people of Europe to stand with strong peace and human rights values, knowing that defending peace is the only way to a world that shares that war never resolves conflicts but creates new ones. ”

Rivista Su la testa

La Rivista Su la testa, Argomenti per la Rifondazione Comunista, bimestrale diretta da Paolo Ferrero, presenta il suo ottavo numero intitolato Cambia il sistema, non il clima!

Di seguito il video di presentazione del numero 8 della rivista Su la testa.

Rivista Su la testa copertina numero 8

Nei numeri 1, 2, 3, 5, 6 e 7 della rivista sono state pubblicate alcune mie recensioni di libri.

Recensioni che si possono leggere ANCHE nella sezione Archivio, Scritti storici, Schede e recensioni di questo sito alla voce “Su la testa, nuova serie”.

Recensioni pubblicate anche dalla rivista Il presente e la storia Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Cuneo.

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Segui il canale YouTube Sergio Dalmasso

Il Canale YouTube  Sergio Dalmasso è una preziosa risorsa che offre un affascinante viaggio nel mondo della storia, della politica e della cultura attraverso gli occhi dello stimato storico.

Importanza dei video del canale

Gli spettatori avranno l’opportunità di immergersi nelle riflessioni di Dalmasso sulla storia politica italiana e internazionale,

con particolare attenzione a eventi cruciali come i cento anni dalla Rivoluzione Russa solo per citarne uno.

Le presentazioni di nuovi volumi offrono uno sguardo privilegiato sulle idee fresche e gli approfondimenti dell’autore, contribuendo a rendere accessibile un sapere di grande valore.

La varietà di argomenti presenti nei video crea un ambiente educativo e informativo che copre una vasta gamma di temi,

contribuendo così a una comprensione più profonda della storia e della società.

Il canale rappresenta una piattaforma imprescindibile per chiunque desideri approfondire la propria comprensione della storia e della politica attraverso la prospettiva di un esperto appassionato.

 

Mostra Rifonazione Comunista Grosseto, 30 anni

A partire dal giorno 19 dicembre e fino al giorno 6 gennaio sarà possibile visitare la mostra fotografica sui trenta anni di Rifondazione Comunista nella provincia di Grosseto.

Domenica 19 dicembre 2021 è stato presente Sergio Dalmasso dalle ore 15:00 con il suo libro sulla storia Rifondazione Comunista (da Genova 2001 alla chiusura del quotidiano di partito Liberazione 2011.

Foto evento presentazione libro di Sergio Dalmasso al circolo PRC di Grosseto

Mostra Rifondazione Grosseto, L’ingresso alla mostra è consentito con mascherina ed esibendo green pass in corso di validità.

Calendario della federazione di Rifondazione Comunista della provincia di Grosseto, calendario che ripercorre la storia della federazione del PRC di Grosseto dalla fondazione ai giorni nostri ; ogni copia può essere richiesta al prezzo di € 10 ciascuna.

Chi fosse interessato a visitare la Mostra Rifondazione Grosseto contatti la segretaria di federazione Stefania Amarugi.

Presentazione del libro moderata da Alessio Buzzani.

Circolo PRC Grosseto

Libro storia di Rifondazione Comunista Dalmasso

Vita sociale in occasione della festa per i 30 anni di Rifondazione a Grosseto 19-12-2021

Festa dei 30 anni di Rifondazione al circolo PRC Grosseto

Mostra di Rifondazione Grosseto

Benvenuti alla Mostra di Rifondazione Comunista a Grosseto, un evento straordinario dedicato alla celebrazione dei 30 anni di impegno e lotta per un’Italia più giusta e solidale.

In questa occasione unica, è stato ospitato lo storico e scrittore Sergio Dalmasso che ha presentato il suo libro “Rifondazione Comunista” all’interno dell’evento di questa straordinaria esposizione.

Sergio Dalmasso, figura di spicco proveniente dalla nuova sinistra e membro attivo del Partito della Rifondazione Comunista, con il suo libro ci guida attraverso tre decenni di storia politica, sociale e culturale.

Il suo libro, presentato in esclusiva per questa mostra, rappresenta un’analisi approfondita e illuminante sul percorso intrapreso dal partito, dallo scioglimento del PCI fino alla formazione della Rifondazione e al suo ruolo nel “movimento dei movimenti”.

La mostra offre una panoramica coinvolgente delle tappe fondamentali di Rifondazione Comunista Grosseto, con documenti, immagini e memorabilia che raccontano la storia di un movimento che ha plasmato il dibattito politico italiano.

Dai primi anni di attivismo alla riflessione critica sulle trasformazioni della società contemporanea, la mostra esplora il contributo unico di Rifondazione Comunista nella costruzione di un’alternativa progressista.

anonimo

Confessione di un comunista

Confessione di un comunista

La confessione di un comunista: Sergio Dalmasso

 

Abbiamo un GOVERNO che va da LEU (Liberi e Uguali) a Salvini, dal PD a Berlusconi, passando per i 5 stelle. Chi ha sperato in diverse politiche sociali o nella riconversione ecologica dovrebbe ricredersi.

Ci hanno detto per un quarto di secolo: “Tutt* contro Berlusconi” e con Berlusconi hanno governato tre volte (governo Monti, Letta, Draghi).

Hanno urlato contro Salvini e con lui governano.

Predicano la pace e hanno votato:

– GUERRE in Iraq

– massacro della Jugoslavia/Serbia

– guerra in Afghanistan (con i risultati che si vedono oggi)

– spartizione della Libia, consegnata ai signori della guerra

– aumento progressivo delle SPESE MILITARI

Hanno PRIVATIZZATO come non mai (non bisogna essere ideologici, ma “moderni”)

Hanno cancellato la scala mobile

Hanno massacrato lo STATUTO DEI LAVORATORI (dopo aver urlato contro Berlusconi che voleva farlo)

Hanno spezzettato il paese, con la riforma del TITOLO V e il regionalismo differenziato (e la Costituzione più bella del mondo?)

Hanno costituzionalizzato il pareggio di bilancio (idem)

Hanno finanziato le SCUOLE PRIVATE (e l’art 33?)

Hanno aziendalizzato la SCUOLA

Hanno operato tagli continui alla SANITA’ pubblica (dalla destra a Monti, da Prodi a Letta a Renzi)

Hanno accettato il peggior REVISIONISMO STORICO, sino alla equiparazione nazismo/comunismo (senza alcuna discussione sulla storia di questo)

Nessuna modificazione di esercito, forze dell’ordine la cui formazione e ideologia è sotto gli occhi di tutt* (pensate alla promozione degli autori dei fatti di Genova 2001).

Questi fatti (non continuo nell’elenco) dovrebbero implicare:

– un taglio netto con la destra, antidemocratica, populista, fascio- leghista

– un taglio netto con chi governa con lei e ne ha accettato le logiche (guerre, privatizzazioni, distruzione dell’opposizione operaia, revisionismi…)

– il tentativo di costruzione di una ALTERNATIVA credibile, unitaria, razionale che riprenda le parti migliori delle nostre storie e le coniughi con l’ecologia politica, il pensiero di genere, l’internazionalismo, l’altermondialismo.

– L’UNITA’ di AZIONE, a livello politico, sociale, culturale contro il governo delle banche e della Confindustria che unisca formazioni politiche, sociali, sindacali, ecologiste…

Questo non è accaduto.

Ognun* coltiva il proprio orticello,

Ognun* è più comunista, a sinistra, con il popolo, femminista, avanzat* di altri.

Quanto sta accadendo, anche in vista delle prossime amministrative del 4 ottobre, produce disperazione:

– in alcuni casi, si continua l’internità al centro-sinistra, per battere le destre, incidere sui programmi, spostare l’asse a sinistra.

È comprensibile, davanti all’egemonia delle destre, ma non tiene conto di decenni di fallimenti, scissioni e del fatto che le destre crescano anche per mancanza di alternative (ricordate il Prodi 2?)

– in altri si riproduce la frammentazione demenziale che raggiunge livelli da barzelletta: Sei liste esterne al PD a Milano, otto a Roma, divisi a Bologna e Napoli. Meglio a Torino, ma con un candidato e tre liste (perché “dobbiamo contarci”).

La frammentazione politico- elettorale, come quella sindacale, non fa che rafforzare un falso realismo e la logica del “Meno peggio”).

È frutto del sistema elettorale, ma anche di ideologismi, estremismi, particolarismi che ben oltre mezzo secolo di “nuova” sinistra ha sempre assurdamente riproposto.

Ho pensato spesso che dopo il 18 aprile 1993 (referendum Segni, Pannella, Bonino, Occhetto, Fini, Bossi) sarebbe stato più saggio, leggere libri, fare viaggi e sport, sentire Bob Dylan.

Scusate la lunghezza di questa triste CONFESSIONE.

***

Caro Sergio :

Come si potrebbe uscire da questo angolo cieco ?

Sistema elettorale proporzionale, meno settarismo e autoreferenzialità in quanto resta della “sinistra”, lungo cammino, nel deserto, per anni e anni, ritorno non dogmatico ai fondamentali.

Caro Sergio :

Che fare ?

Predicare razionalità, abbandonare settarismi… La candidatura Angelo d’Orsi per le comunali a Torino è positiva, anche se goccia nel deserto.

Facebook, 4 settembre 2021

Sergio Dalmasso

 

Green Pass

Green Passo

AUSPICI, DELUSIONI E SOSPETTI A PROPOSITO DELLA PANDEMIA

di Franco Di Giorgi

Nella prima fase dell’attuale pandemia (inverno-estate 2020), le misure draconiane che i governi (non solo quello italiano) sono stati costretti a prendere per contenere il rovinoso contagio, specialmente il lockdown,

avevano fatto vacillare con nostro grande stupore i quattro rapporti fondamentali su cui si regge l’intera impalcatura della nostra esistenza: quello con sé stessi (solitudine),

quello con gli altri (distanziamento) e con il mondo (confinamento), quello con il tempo e lo spazio (dilatazione temporale, restringimento spaziale), e quello con la morte, nostra e altrui (caducità, transitorietà).

Proprio in quanto frutto di una originaria gestione malsana del creato in nome del progresso,

la crisi pandemica ha rivelato i nostri punti critici, che sono insieme di forza e di debolezza, evidenziando soprattutto le contraddizioni e quindi le fragilità costitutive dei nostri sistemi, a partire da quello sanitario, da quello economico e da quello politico.

Tuttavia, l’auspicio che ognuno, a tutti i livelli, avvertiva in sé era, in questo primo periodo, che quell’improvviso scuotimento,

quell’inattesa messa in crisi dei fondamenti della nostra convivenza potesse far superare con più coscienza quelle contraddizioni sistemiche e con esse anche le emergenze pandemiche.

Con la seconda fase, però (estate-inverno 2020),

cioè con la riapertura dei lidi, delle discoteche e delle scuole, e con il conseguente aumento dei contagi e delle vittime,

quell’intimo auspicio, quel debole filo di speranza si è spezzato, specie a seguito del moltiplicarsi di coloro che non credevano né nella letalità del virus, né tanto meno nelle misure prese per fronteggiarlo.

Una diffidenza che non verrà meno nemmeno nella terza fase (inverno-estate 2021), che ha visto l’inaspettato ingresso dei vaccini.

Anzi, proprio per la celerità con cui questi sono stati immessi sul mercato mondiale, quella sospettosità si è inasprita sempre di più, fino a trasformarsi in aperte manifestazioni contro le vaccinazioni e, da ultimo, contro il Green Pass,

il documento che consente a chi è vaccinato di frequentare in (semi)sicurezza luoghi pubblici.

Ora, certo molte sono le ragioni dei diffidenti (opportunamente cavalcate da politici interessati) che non reggono dinanzi al crescente numero delle persone a cui il Covid-19 ha abbreviato la vita;

ma un sospetto, se guardiamo al recente passato, è forse legittimo sollevarlo rispetto a quel documento, anche a fronte delle continue mutazioni del virus.

Tale documento, infatti – come è accaduto giusto vent’anni fa con il crollo delle Torri gemelle, a seguito del quale i governi di tutto il mondo furono legittimati ad introdurre sofisticati sistemi di controllo delle persone -, potrebbe forse essere preso anch’esso a pretesto, come occasione propizia per estendere ulteriormente un tale controllo, almeno (ma forse non solo) in quei paesi a innata vocazione totalitaria.

Ad ogni modo, al di là di questo legittimo sospetto, il Green Pass si propone di conciliare due diversi piani:

quello bio-sanitario e quello bio-etico.

Nel primo risiede il diritto alla salute e alla cura: è quello che riguarda la vita e la morte delle persone.

Il secondo concerne invece non solo il diritto alla libertà individuale (quello che si teme venga leso), ma anche i diritti e i doveri della vita associata, e quindi il rispetto di sé e degli altri.

Giacché è solo avendo cura degli altri che curiamo e salviamo noi stessi.

E viceversa.

Ci si salva infatti sempre tutti insieme, sforzandosi, nel reciproco rispetto e nel rispetto delle leggi, di conciliare tutte le diverse e persino contrastanti esigenze.

Questo è il senso dell’umanità che ci hanno consegnato i nostri padri costituenti.

Diciamo questo, però, con un certo imbarazzo e anche con un po’ di vergogna, perché in Etiopia, ad esempio, al contrario che da noi, il Coronavirus è l’ultimo dei pensieri.

 

Ivrea, 31 agosto 2021

Governo indecente

 

Governo Draghi indecente e altro

Governo Draghi indecente e altro

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È stato formato un governo indecente, in cui ogni partito ha tradito il proprio elettorato:

– Mai faremo alleanze con i partiti e apriremo il parlamento come una scatola di tonno. Mai con il partito di Bibbiano. (5S)

– Mai con la sinistra “comunista” (sic!) e con l’Europa delle banche.

– Votateci per fare argine alla destra eversiva e per sconfiggere Berlusconi e Salvini (PD).

– Votateci per colorare di progressismo e di verde la sinistra (LEU).

È la più grande operazione di TRASFORMISMO, di inganno dell’elettorato. È la più grande operazione, legata all’indegno meccanismo elettorale, che fa dire: “La politica è una cosa sporca”, “sono tutt* eguali”.

Aumenteranno la disaffezione, il disinteresse (perché andare a votare? Perché partecipare?) e il successo della donna madre cristiana e fascista che si è smarcata dal coro generale.

La stessa scelta dei/delle ministr* fa temere il peggio per il pubblico impiego, per la scuola, sempre più privatizzata, per la sanità, sempre più aziendalizzata. Il mezzo milione di posti di lavoro persi in un anno rischia di moltiplicarsi.

L’UNITA’ di AZIONE di forze politiche, sindacali, associative, di singole persone che non si sentono omologate dal pensiero unico è più che mai indispensabile. Un INCONTRO on line, misto… nella forma che si vorrà definire, non può essere ulteriormente rimandato. Sarebbe opportuno un forte segnale nazionale, ma iniziamo dalle situazioni locali.

2) L’indegno pronunciamento (tra l’altro sgrammaticato e incoerente) del comune di Genova sull’anagrafe antifascista e anticomunista merita una risposta non solo con comunicati e articoli (ricordo sul “Secolo XIX l’articolo di Antonio Gibelli, la lettera del sindaco di Stazzema, l’intervista ad Angelo d’Orsi), ma richiederebbe, con i limiti imposti dalla zona arancione, un PRESIDIO davanti a Tursi.

La cosa deve essere preparata seriamente, ma è dovere collettivo organizzarla. Chi batte il primo colpo?

3) sabato 13, a Cogoleto manifestazione di protesta contro il saluto romano di tre consiglieri, nel corso di un recente consiglio comunale. Folta partecipazione. Persone arrivate anche da qualche comune vicino. Bandiere. Rabbia, sconcerto a cui si somma anche la delusione per il voto del consiglio comunale di Genova (maggioranza di destra, astenuto (sic!) il PD sull’anagrafe antifascista e anticomunista. Breve saluto della presidente locale dell’ANPI, breve discorso del sindaco, intervento del presidente provinciale dell’ANPI che, al termine dell’intervento dice: “la manifestazione è chiusa”.

A parte la sorpresa, per la manifestazione più breve della storia, si nota come la volontà di partecipazione, la rabbia, la delusione, la volontà di trovare risposte di tante perone rimanga delusa.

Timore che qualcun* ricordi la indecorosa astensione al consiglio di Genova? Preoccupazione che qualcun* ricordi come “la sinistra” sia al governo con una destra indegna e indecorosa? Timore di interventi “estremistici”?

In ogni caso, ricordiamo ancora come l’estrema destra non si affronti con discorsi più o meno retorici, ma solamente con politiche che affrontino i grandi nodi sociali (disoccupazione, precarietà, scuola laica per tutt*, questione ambientale, pace …).

Frenare o bloccare il bisogno di partecipazione e di protagonismo di centinaia di persone non è certamente la risposta migliore.

Genova, 13 febbraio 2021, ore 20:00

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Sergio Dalmasso