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DOMANDE OZIOSE di Sergio Dalmasso

Foto di Sergio Dalmasso, Domande oziose di Sergio Dalmasso postate su Facebook

Domande oziose di Dalmasso. Il Parlamento europeo vota il riarmo, strumento per il rilancio produttivo (Draghi), chiama alla guerra contro Putin (nuovo Hitler).

Crescono i venti di guerra, si affacciano nuove riduzioni delle spese sociali (con conseguente crescita di populismi e fascismi).

Avete voglia di risentire “Masters of war” di Bob Dylan? Sono trascorsi oltre 60 anni. Allora c’era il Vietnam, oggi…?
– Votano contro AVS, Verdi, 5S e Lega con Vannacci
– Si astengono gli amici di Giorgia
– Vota a favore il PD, con gli eredi di Berlusconi.

Ho imparato, a 18 anni, che esiste una differenza di fondo tra fascisti, reazionari, conservatori, moderati, riformisti, riformatori…

Le privatizzazioni avvenute in Italia negli anni ’90 (Prodi…), le “riforme” di Renzi, i finanziamenti a scuola e sanità privata, le scelte atlantiste e guerrafondaie mettono in discussione queste categorie.
Le politiche di Trump (a volte ritornano!) sembrano segnare una spaccatura profonda della discriminanti che abbiamo sempre avuto in mente e cercato di applicare.

Esempio: alle ultime presidenziali francesi Macron parlava di pensioni a 65 anni, Le Pen a 62. E’ un caso che i lavoratori dipendenti abbiano votato a destra?

– Come ripensare le nostre categorie, cioè come e quale sinistra, tentare ancora di (ri)costruire nell’era di Trump, del bellicismo, dei nazionalismi, del conformismo di tanti intellettuali che richiama l’inizio della prima guerra mondiale?

– Le scelte liberiste e di guerra del campo largo, con i bellicisti, Calenda e Renzi possono essere condizionate?

– Le analisi sulla globalizzazione, sulla mondializzazione reggono davanti alle guerre dei dazi?
Se qualcun* volesse chiarirmi le idee….

Fonte Facebook, 3 aprile 2025, Sergio Dalmasso

Elezioni comunali a Genova

Sergio Dalmasso

Elezioni comunali Genova 2025. Il 25 maggio si voterà per le comunali a Genova, sesta città in Italia, per quanto in declino produttivo, economico, sociale, demografico…

Per lungo tempo vinse, anche nettamente, il centro sinistra.

Nel 2012, fu eletto Marco DORIA, insegnante universitario, persona di grande cultura, impegno e onestà, appoggiato, come non mai, da associazioni, settori della “società civile” (don Gallo), giovani, ambientalisti, pacifisti…

La sua elezione suscitò grandi speranze che furono, per mille motivi, disattese.

Pesò anche il fatto, come già, anni prima, per il sindaco Sansa, che non fosse iscritto al PD, partito egemone nella maggioranza.

Risultato: delusione, disincanto, problemi rinviati, nessuna svolta reale. Alle elezioni successive trionfò la destra (BUCCI) che stravinse, ancora maggiormente nel 2022: la “giunta del fare”.

Ora si rivota, perché Bucci è diventato, purtroppo, presidente della Regione e si è dimesso dalla carica di sindaco.

Un tempo, mesi prima del voto, si riunivano le sezioni di partito: indicavano elementi di programma, esprimevano proposte di candidature.

Ora, abbiamo assistito, nel centro- sinistra (sic!) ad un balletto, durato mesi, fra una e l’altra candidatura, senza alcuna partecipazione “di base”.

Dopo mesi di scontri, è emerso il nome di Silvia SALIS,

vice presidente del CONI, dieci volte campionessa italiana di atletica (onore al merito!), due volte partecipante alle Olimpiadi.

Il suo primo atto è stata la scelta del responsabile della comunicazione (oggi la politica è questo), preso da MEDIASET.

La alleanza va da AVS a Calenda. Comprende anche i renziani (RENZI ha parlato di civismo) che, per anni, hanno fatto parte della maggioranza comunale di destra (si va dove ci sono le poltrone).

Si chiede il completamento delle grandi opere e non vi è una parola contro il riarmo europeo (quanti tagli su scuola, sanità, trasporti, assistenza…?) e sul massacro di Gaza (sono temi che non portano voti).

Non ho mai pensato che fascisti, reazionari, conservatori, moderati, riformisti, riformatori… siano la stessa cosa.

Per 20 anni, data la provincia in cui vivevo, ho votato, causa l’infame sistema maggioritario, sindaci, presidenti di provincia e parlamentari democristiani, per non far vincere Berlusconi.

Ho smesso nel 2011, quando, si scelse, caduto Berlusconi, di fare l’ammucchiata (governo MONTI) che andava dal PD a Berlusconi a Meloni.

I governi successivi (Letta, Renzi, Gentiloni, Conte/Salvini, sino al nuovo abbraccio dei “migliori” con il governo DRAGHI (dal PD a Berlusconi, dai 5S a Salvini) hanno continuato sulla stessa strada e hanno regalato a Giorgia Meloni la maggioranza.

Le comunali genovesi, dopo otto anni di giunte di destra ed estrema destra, ripetono purtroppo, questo copione:

– candidatura scelta senza partecipazione ed espressioni di un ceto sociale certamente non popolare. Anzi.
– partecipazione di forze (Calenda, Renzi) che sui temi sociali, ambientali ed internazionali (pace/guerra, nord/sud del mondo) son l’opposto della svolta che sarebbe necessaria.
– programmi che evitano di entrare sui nodi fondamentali (rifiuto delle privatizzazioni, critica delle grandi opere, risanamento del territorio).

Certo, la volontà di uscire da otto anni di sistema Bucci/Toti, soprattutto dopo gli scandali e di sconfiggere questa destra è comprensibile.

I difetti di origine rischiano, però, di deludere, ancora una volta questa speranza.

La rabbia, la delusione e il “sono tutt* eguali” produce liste populiste, che raccolgono sentimenti spontanei e superano i tradizionali confini sinistra/destra, ritenuti inutili.

La corsa al centro cancella scelte sociali qualificanti.

Il trasformare la rabbia e la delusione in progetto politico dovrebbe essere, invece, il compito della sinistra. Tre anni fa, la nostra lista raccolse l’1,9%.

Fonte Facebook, 23 marzo 2025, Sergio Dalmasso

Download articolo Elezioni comunali a Genova 2025:

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Sinistra Alternativa Elezioni comunali a Genova 2025, Antonella Marras sindaca
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